Serie TV

Crash Landing on You

Siamo arrivati alla fine di un anno difficile e ho pensato di concluderlo presentandovi una serie tv che ho visto da pochissimo e che mi ha totalmente conquistata: Crash Landing on You.

Prima di parlarvi di questa serie sud-coreana, è doveroso che io faccia una premessa. Non conosco che superficialmente la cultura orientale, non ho le competenze per giudicare come sia stato realizzato questo prodotto televisivo e le mie conoscenze sulla situazione politica tra Corea del Nord e Corea del Sud sono molto scolastiche. Questo per dirvi che la mia recensione di Crash Landing on You sarà soprattutto un articolo che esce dal cuore più che dalla mente; cercherò di condividere con voi le emozioni che ho provato e le sensazioni suscitate dalla visione.

Crash Landing on You è un k-drama andato in onda tra il 2019 e il 2020 incentrato sulla storia tra Yoon Se-ri e Ri Jeong- hyeok. Se-ri è una giovane e ricchissima imprenditrice di Seoul che, pur essendo figlia di uno degli uomini più ricchi del Paese, si è costruita da sola la sua fortuna, allontanandosi da una famiglia dalla quale si è sempre sentita respinta. Inaspettatamente, però, il padre decide di nominarla capo della sua azienda, mettendo da parte i figli maggiori, e ha intenzione di rendere nota la sua volontà alla successiva riunione degli azionisti.

Ed è con grande fiducia per il suo radioso futuro che il giorno dopo Se-ri si appresta a testare una linea sportiva facendo parapendio. Prima di lanciarsi, la ragazza si confida con uno dei suoi dipendenti, certa che la vita finalmente la farà volare sempre più in alto. Non immagina, però, quanto lontano la farà arrivare il vento. Un improvviso e violento tornado, infatti, la trasporta oltre il 38° parallelo, in Corea del Nord.

Rimasta incastrata fra i rami di alcuni alberi della zona demilitarizzata, Se-ri viene trovata dal capitano della 5^ Divisione, Jeong-hyeok e gli cade letteralmente fra le braccia. Il capitano tenta di aiutarla a raggiungere il confine con la Corea del Sud, ma per una serie di incomprensioni, Se-ri si addentra ancora di più nel territorio a lei proibito, ed è solo grazie all’intervento di Jeong-hyeok che riesce a nascondersi.

Non resta che escogitare un piano per far tornare la ragazza a casa, senza che nessuno venga scoperto, compresi i quattro soldati della 5^ divisione che sono rimasti coinvolti nella strana vicenda. Se-ri deve adattarsi ad una nuova vita, lontanissima da quella a cui era abituata: niente acqua corrente, poca varietà di cibo, corrente elettrica che si interrompe in continuazione. Senza contare l’incertezza per il suo futuro: riuscirà a tornare a Seoul in tempo, per succedere al padre nella direzione dell’azienda?

L’incontro fra i due protagonisti, che avviene in circostanze piuttosto inverosimili, è la miccia che dà fuoco a una storia che mi ha rubato il cuore. Era da tanto che non mi emozionavo per una storia d’amore e quella fra Se-ri e Jeong-Hyeok mi ha fatto versare più di una lacrima di commozione. Ho trovato meraviglioso il modo in cui è stato rappresentato lo sbocciare del sentimento fra i due: partendo da un accordo, si passa alla gratitudine e all’affetto ed entrambi man mano si rendono conto che più tempo passano insieme più sarà doloroso il momento di separarsi.

Il tema della separazione pervade tutta la serie e viene declinato in modi diversi. Innanzitutto nella cornice narrativa, nella separazione politica tra Corea del Nord e Corea del Sud: negli episodi emerge come i Coreani si sentano uniti e aspettano il giorno della riunificazione. Questo aspetto mi ha dato molto su cui riflettere: noi diamo per scontata la libertà di movimento, abbiamo la possibilità di spostarci piuttosto facilmente in quasi ogni luogo. Invece in Corea la situazione è molto diversa. Lo afferma proprio Se-ri mentre parla con il capitano “Io posso andare ovunque, in Svizzera, in Antartide, ma non posso venire in Corea del Nord”. È questo grande limite che aggiunge drammaticità alla vicenda. Perché quando c’è un addio, non si tratta solo di allontanarsi, ma si deve aggiungere la tremenda consapevolezza che non ci sarà più nessun contatto, perché ciò non è permesso fra le due Coree. Nessuna possibilità di telefonare o mandare un’email per chiedere: “Come stai?”. Ecco che questa domanda, che noi diamo costantemente per scontata, riacquista il suo valore. I personaggi si preoccupano in continuazione del benessere di chi li circonda, sia con grandi gesti sia con piccole accortezze che fanno sciogliere il cuore. E sempre si augurano di stare in buona salute e di essere felici. Perché alla fine, quando si vuole bene a qualcuno, è questo ciò che conta: che nella vita stia bene. E accettare che possa stare bene lontano da te, credere che starà bene anche se non puoi saperlo richiede una forza d’animo incredibile.

C’è poi la separazione tra Se-ri e la sua famiglia: il rapporto complicato con la madre, che l’ha segnata profondamente, l’invidia dei fratelli maggiori che non tollerano di vedersi portare via il ruolo di prestigio nell’azienda del padre. Questa lontananza emotiva è accentuata dalla lontananza fisica dopo l’incidente di Se-ri e porta alla luce le vere dinamiche all’interno della famiglia Yoon. Intanto, è in Corea del Nord che Se-ri riesce a circondarsi di quell’affetto sincero e disinteressato che le è mancato nella vita: non solo da parte di Jeong-Hyeok, ma soprattutto da parte dei quattro soldati che stanno dando una mano alla ragazza. Il bello e serio Park Kwang-beom, il giovane e tenero Kim Joo-meok, Pyo Chi-soo che è il Brontolo della situazione e, infine, Geum Eun-dong grande ammiratore dei drama sudcoreani.

Soprattutto grazie a quest’ultimo, con i continui riferimenti alle serie tv da lui seguite di nascosto, c’è un simpatico gioco di metacinema, con costanti rimandi a meccanismi televisivi. Un drama coreano che si prende quasi in giro da solo.

Sono tanti i momenti di leggerezza che si inseriscono nella narrazione e si tratta soprattutto delle scene ambientate in Corea del Nord, che vedono coinvolti i soldati menzionati prima e le donne del villaggio in cui è nascosta Se-ri. La comicità emerge dai caratteri di alcuni personaggi, che a volte sono un po’ stereotipati, oppure scaturisce da alcune situazioni che si vengono a creare quando è inevitabile il paragone fra lo stile di vita dei due Stati coreani. A questo proposito, va detto che Crash Landing on You si è appoggiata alla consulenza di un rifugiato che ha lasciato la Corea del Nord; la rappresentazione, quindi, della quotidianità di questo Stato è piuttosto fedele.

A tenere continuamente viva l’attenzione, poi, ci sono altri filoni narrativi che si affiancano alla vicenda principale: da una parte la vicenda legata alla misteriosa morte del fratello maggiore di Jeong-Hyeok, sulla quale il nostro protagonista indaga, addentrandosi nei corrotti reparti segreti dell’esercito. I momenti di azione e di adrenalina non mancano. C’è anche la storia che ha come protagonista Dan, la promessa sposa di Jeong-Hyeok, e Gu Seong-Joon, uomo d’affari sudcoreano che si è rifugiato a Pyongyang dopo aver truffato uno dei fratelli di Se-ri. Una trama ricca -dunque- avvincente, divertente ed emozionante e ben equilibrata nelle sue parti. Accompagnata da una deliziosa colonna sonora.

Confesso che all’inizio ho avuto qualche difficoltà a guardare la serie: innanzitutto mi sono dovuta abituare ad un sistema di nomi che è lontano e, per me, più complesso rispetto a quello occidentale. Ma è semplicemente una questione di abitudine. Molte volte alcune situazioni o alcuni modi di esprimersi dei personaggi mi hanno ricordato i cartoni animati, ma sono davvero convinta che si tratti semplicemente di provare a guardare un prodotto di una cultura che è, giustamente e fortunatamente, diversa dalla mia. Non è stato il mio battesimo con una serie asiatica, perché prima avevo visto Mr Sunshine e Meteor Garden, ma erano lunghissime e ho faticato molto ad arrivare alla fine.

Crash Landing on You, invece, mi ha completamente conquistata. Mi sono follemente innamorata del capitano Jeong-hyeok, della sua silenziosa gentilezza, della sua premura, del suo coraggio, dei suoi rari sorrisi. È buono. Spesso ho provato tenerezza nei suoi confronti. Il suo personaggio è molto controllato, con un forte senso dell’onore e del dovere, che lo guida in ogni sua azione, anche a costo di trasgredire qualche regola. È entrato nell’esercito in seguito alla morte del fratello maggiore, rinunciando al suo sogno di essere un pianista. In qualche modo, questa sua rinuncia lo ha portato a mettere da parte la speranza di poter essere felice. Almeno fino a quando Se-ri non atterra su di lui. Sarà proprio la ragazza a spiegargli che nella vita, anche se non tutto va secondo i piani, c’è sempre la speranza di arrivare alla meta desiderata. Citando un proverbio indiano: “A volte un treno sbagliato porta nella stazione giusta”.

Anche Se-ri cambia notevolmente nel corso della serie. All’inizio si mostra come una donna forte, indipendente e anche piuttosto viziata; presto, tuttavia, impariamo a capire che questa sua corazza nasconde delle fragilità emotive, che ha imparato a nascondere dietro il successo economico, il duro lavoro e brevi relazioni. Conoscere il capitano l’aiuta a fare i conti con il suo carattere, con ciò che desidera dalla vita, a lasciarsi andare e accettarsi per quello che è. Impara a godere della vita e di ciò che le può offrire, grata delle piccole gioie quotidiane. È come se l’amore l’avesse riportata in vita, nonostante la sofferenza che può provocare.

Quella fra Se-ri e Jeong Hyeok è in assoluto una delle mie storie d’amore preferite. È raccontata con delicatezza, si basa su parole, sorrisi e gentilezze. C’è poco contatto fisico, ma questo dà ancora più valore alle frasi e ai gesti compiuti. E agli sguardi. Gli occhi parlano e, forse, mai come quest’anno ce ne siamo resi conto.

Chiedo scusa per la lunga recensione, ma sono sicura di non essere riuscita ugualmente a esprimere quanto io abbia amato questa serie, perché non posso spiegarlo razionalmente. Mi sono sentita travolta da una tempesta emotiva.

Non mi resta che augurarvi un 2021 più sereno. Circondatevi di persone positive, di gesti gentili, di parole di conforto. E non chiudiamoci nel nostro guscio.

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