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Le cinque scuse che mi invento quando non leggo abbastanza

Questo blog è nato principalmente dall’amore mio e di Chiara per i libri. Durante questi sei anni di vita, è cresciuto, è cambiato, ha avuto momenti di stop e momenti di fervida attività, ma il nostro amore per i libri non è mai venuto meno.

Ho scoperto di essere una lettrice forte quando ormai lo ero da molto tempo. Sono sempre stata quasi ossessionata dai libri, chiedetelo alla mia famiglia: un libro è per me il regalo migliore, da dare o da ricevere. Eppure, nonostante questo mio grande amore, a volte semplicemente non leggo. Può essere che ci sia un motivo valido dietro, ma sento che in realtà spesso mi invento delle scuse. Come mai? Autolesionismo? Pigrizia? Forse entrambe le cose.

Sicuramente so che mi sento in colpa quando non leggo abbastanza. Non perché qualcuno mi dica che devo farlo, ma quasi come se stessi tradendo una promessa fatta a me stessa. Per esorcizzare questa brutta sensazione e cercare un po’ di conforto, ho deciso di elencare in questo post tutte le scuse che mi invento quando non leggo abbastanza. Cominciamo.

UNO. Non ho tempo. Questa è la mia preferita, perché quando la sento dagli altri mi fa andare su tutte le furie. Credo che non sia possibile non avere del tempo per leggere, semplicemente il tempo libero che si ha lo si dedica ad altro. È ovvio che bisogna calibrare le letture: se siamo in un periodo particolarmente stressante, se abbiamo tanti impegni e riusciamo a ritagliarci solo quei dieci minuti prima di addormentarci, magari non ci buttiamo su Guerra e pace. Ma perché non scegliere una raccolta di racconti, una graphic novel, un bel giallo? Esistono senza dubbio categorie di libri adatte ai momenti più difficili: sono quei libri che sanno catturare la tua attenzione senza obbligarti a scervellarti, sono letture leggere, spesso divertenti, che aiutano a staccare senza appesantire. Ecco che la prima scusa va in frantumi.

DUE. Non so cosa leggere. Questo è il dilemma dei lettori onnivori, come me. Ci sono pochi generi che non mi piacciono, ma che mi è comunque capitato di leggere, perché generalmente leggo davvero quasi di tutto. Ed è molto difficile che io non abbia qualcosa da leggere: in primo luogo, perché compro sempre più libri di quanti riesco a leggerne, quindi qualche arretrato in qualche punto della casa c’è sempre; in secondo luogo, perché il mio fidanzato non mi ha sicuramente accolto in una casa senza libri, anzi, anche di suoi ce ne sono parecchi. Senza contare tutti quelli che ho lasciato da mia madre. O le biblioteche. O il fatto che ho una bellissima libreria a poche centinaia di metri da casa. Insomma, anche della seconda scusa faccio in fretta a liberarmi.

TRE. Sono stanca. Direi che questa va abbastanza a braccetto con la prima e che la soluzione è molto simile: invece di buttarti sulla Critica della ragion pura, Francesca, perché non riprendi in mano Agata Christie? E voilà.

QUATTRO. La prossima settimana giuro che inizio quel libro. Procrastinare è un’arte, si sa, e io sono piuttosto esperta. Ma in questo caso è proprio insensato, perché l’unica scadenza che posso avere per leggere un libro è quella imposta da me stessa, per cui diventa fin troppo semplice spostarla ogni volta un po’ più in là. Eppure il mio cervello a volte entra in questo loop infinito per cui mi convinco che la settimana prossima improvvisamente sarò più ispirata, più energica, più ottimista e comincerò quel libro lunghissimo che ho sul comodino da mesi, senza averlo mai toccato. Ma per favore. Comincialo ora e facciamola finita.

CINQUE. Devo ancora finire l’altro. Qua si tocca un tasto dolente. Siete della scuola “se un libro non mi piace lo mollo” o “lo finisco a tutti i costi anche se è di una noia mortale”? Io generalmente appartengo alla seconda categoria, ma questa mia purezza d’intenti spesso mi fa finire in un’impasse. Eh sì, perché se sto leggendo un libro che non mi piace, sarò sempre meno invogliata a finirlo, per cui a un certo punto smetterò di leggerlo, ma impedirò comunque a me stessa di cominciarne un altro perché “devo ancora finire l’altro”. Un labirinto senza uscita, insomma. A un certo punto mi toccherà passare alla prima categoria, lo so.

Direi che la lista può concludersi qua. Scrivendola mi sono resa conto che davvero l’equilibrio tra autolesionismo e pigrizia è ottimo: tutte queste scuse sono un buon condensato di entrambi e sostanzialmente mi fanno capire che spesso sono io stessa a impedirmi di leggere, che è una delle cose che più mi piace fare.

Proposito per il 2021: eliminare tutte queste scuse e leggere di più.

Fatemi sapere se anche voi soffrite di questo male e come vi curate 😉

9 pensieri riguardo “Le cinque scuse che mi invento quando non leggo abbastanza

  1. Per il punto cinque, fino a una certa età ho rigorosamente finito ogni libro che iniziavo; da un po’ di anni lo faccio solo se mi va: il tempo (della vita) è comunque poco e i libri da leggere tantissimi… Meglio mollare uno che non mi dice niente per “assaggiarne” un altro. Ma tu sei decisamente molto più giovane… 😉

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  2. Io ho iniziato a leggere meno, paradossalmente, quando ho iniziato a lavorare in casa editrice. Il numero di ore spese a lavorare sui testi mi faceva cercare svaghi di altra natura, altrimenti mi sarebbe sembrato di non uscire mai dallo stesso dedalo. Quando mi sono messa in proprio, invece, ho recuperato alla grande. Altro fattore che mi influenzava molto era la “dipendenza” da smartphone. Purtroppo, per lavoro e socialità, siamo costretti ad utilizzarli sempre più. Mi sono imposta una sorta di “dieta mediatica”, sostituendo la fruizione dei social a quella di blog che mi piacciono su WP (tra cui, il vostro), così da riprendere una dimensione “altra”, più lenta e strutturata a livello di qualità di contenuti. Quando non sono “in vena”, metto un audiolibro, che è una fonte di stimoli diversi, attraverso la voce e l’interpretazione dei lettori, l’editing audio (Gli Ascoltabili, ad esempio, offre una vetrina davvero interessante a livello di editing). Con il tempo sottratto ai social, ho riottenuto del tempo di qualità da dedicare ai volumi che mi interessano. Resta però uno dei classici problemi di lettore “onnivoro”: mi interessano troppe cose. Infatti sono tra quelli che tiene in stallo diversi romanzi/saggi/raccolte; però mi piace così, non riesco a dedicarmi a un solo testo per volta.

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    1. Grazie per il tuo commento! Ti capisco perfettamente, anche io perdo un sacco di tempo sui social e mentre lo faccio mi sento anche molto in colpa. Prenderò spunto dalla tua condivisione e inizierò anche io a preferire WordPress al solito Facebook. Mi hai dato veramente la spinta giusta per farlo.
      Io sono lettrice onnivora e persona “multi potenziale”, quindi oltre a portare avanti mille libri diversi, porto anche avanti mille interessi diversi. Da una parte è bellissimo, dall’altra difficilissimo. Nonostante tutto, sto cercando di ritagliarmi sempre del tempo per leggere.

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      1. Ne sono lieta. Soprattutto per un creativo, la libertà dall’infodemia e tempi più distesi sono fondamentali. Sto applicando un protocollo di minimalismo digitale, se l’argomento può interessarti, proprio per riconquistare una dimensione in cui riaffermo la mia creatività (infatti ho deciso di riprendere vecchi progetti e dare spazio a nuovi interessi). Mi sentivo così “drenata” dagli “altri” su Facebook…

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